Racconti di vita frugale, di autoproduzione, decrescita, riciclo, decluttering e downshifting , che sono parole spesso citate nei miei post. Uno stile di vita semplice, progetti creativi e di vita di una famiglia assolutamente sperimentale e di due bambine. Idee che dalla mia testa finiscono su queste pagine. Gocce di vita, esperienze e ricette da condividere e da copiare! Benvenuti in questo mondo!

giovedì 4 gennaio 2018

l'eco befana e la storia di qualche busta di cartone

Devo lasciare un biglietto a mio nipote: la richiesta di perdono per non avergli lasciato un mondo migliore di quello che è.
(Andrea Zanzotto)

ebbè, queste feste volgono al termine.
si riprenderà a lavorare a pieno ritmo, le ragazze riprenderanno la scuola e la vita ricomincerà a scorrere lenta e talentuosa.
in questi giorni, tra amici, parenti e viandanti, cene, taglieri e pizzate, poco si è autoprodotto e tanto si è chiaccherato!
ma è così in questo periodo di pacifica confusione: un susseguirsi di eventi fanno un pò perdere l'orientamento almeno per chi, come me, ha i suoi ritmi ben scanditi e poco abituati alla velocità.
in ogni caso, dopodomani la simpatica vecchina sulla scopa verrà a portare via tutti gli addobbi e i decori di fine anno. 
i bambini ne gioiranno, sperando di spacchettare gli ultimi doni.
siccome la calza è un oggetto che obiettivamente lascia il tempo che trova, noi ques'anno le abbiamo fatte così, partendo da buste di carta strausate e parecchio ammaccate.
semplicemente, con un pennarello rosso, abbiamo dato la forma di un calzettone xxl
tagliato e cucito alla carlona :) è diventata una calza della befana a tutti gli effetti!
dentro delle caramelline gommose, un libro, qualche piccolo oggetto recuperato, un dinosauro barattato, una borsina second hand ma ancora come nuova et voila, la calza è pronta per essere consegnata
eccole qui le eco-calze. possono essere liberamente strappate, accartocciate, consumate, tagliuzzate e buttate via nel bidone della carta!!
buona befana e che questo anno sia lieto e creativo!

venerdì 29 dicembre 2017

IL Natale triste di CERTE persone.


C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima.
(Victor Hugo)

Ero indecisa sullo scrivere o meno questo post di riflessione. ma mi sembra un atto dovuto, una catarsi dell'anima (mia) che, altrimenti, introiettando certe sensazioni negative, non ne trarrebbe alcun giovamento.
Quindi vi prego di soffermarvi un paio di minuti a leggere. solo così contribuirete a farmi stare in pace con me stessa.

A 40 e mezzo (non di febbre eh), ancora credo nella magia del Natale. non necessariamente nella magia della nascita (su questo ancora sto riflettendo),ma nella gioia di un momento dell'anno che contribuisce a farci stare bene.
Ora, io so che ci sono persone che non stanno bene. un'amica blogger mi ha raccontato di sè e del suo brutto momento. La zia ha problemi seri di salute. L'amica del cuore è sul filo del rasoio. Eppure a Natale si tende al sorriso, alla pace, alla serenità.

E allora vi pare che ci sia gente che soppesa il valore dei doni ricevuti? che si offende perchè si aspettava di più? che se la prende perchè il colore del maglione è di una sfumatura più scura di quello che voleva? ed ancora peggio: sul web, sui forum, persone che chiedono al mondo il prezzo di un oggetto per confrontarlo con il valore di quanto regalato? E sono risentite se lo scambio non è stato di pari valore?
Ma cos'è? Un mercato? Una corsa allo scarto? Un pretendere e un doveroso donare senza ritegno? 

No, non parlo in prima persona. Ma sono molto amareggiata per quello che leggo e che sento.

E mi sale la rabbia (che non mi appartiene). Perchè vorrei gridare al mondo che i doni sono ben altri e che vanno ben oltre un incarto (per giunta dannoso per l'ambiente). 

Scrivere questo post è un modo per me per esorcizzare l'amarezza che mi lasciano certi atteggiamenti e certe persone.
Natale per me è sentire gli amici, ricevere la mail di Giovanna con la speranza di rivederla, sapere che Laura sta bene e che le mie bambine   signorine  donnine sono serene. Natale è ancora condividere un bicchiere di spumante con gli amici, ridere di fronte al caminetto  e sapere che possiamo sperare in un domani migliore...
felice serata





domenica 24 dicembre 2017

la magia è cominciata! tanti auguri a tutti e di più!


S’io fossi il mago di Natale
farei spuntare un albero di Natale
in ogni casa, in ogni appartamento
dalle piastrelle del pavimento,
ma non l’alberello finto,
di plastica, dipinto
che vendono adesso all’Upim:
un vero abete, un pino di montagna,
con un po’ di vento vero
impigliato tra i rami,
che mandi profumo di resina
in tutte le camere,
e sui rami i magici frutti: regali per tutti.
Poi con la mia bacchetta me ne andrei
a fare magie
per tutte le vie.
In via Nazionale
farei crescere un albero di Natale
carico di bambole
d’ogni qualità,
che chiudono gli occhi
e chiamano papà,
camminano da sole,
ballano il rock an’roll
e fanno le capriole.
Chi le vuole, le prende:
gratis, s’intende.
In piazza San Cosimato
faccio crescere l’albero
del cioccolato;
in via del Tritone
l’albero del panettone
in viale Buozzi
l’albero dei maritozzi,
e in largo di Santa Susanna
quello dei maritozzi con la panna.
Continuiamo la passeggiata?
La magia è appena cominciata:
dobbiamo scegliere il posto
all’albero dei trenini:
va bene piazza Mazzini?
Quello degli aeroplani
lo faccio in via dei Campani.
Ogni strada avrà un albero speciale
e il giorno di Natale
i bimbi faranno
il giro di Roma
a prendersi quel che vorranno.
Per ogni giocattolo
colto dal suo ramo
ne spunterà un altro
dello stesso modello
o anche più bello.
Per i grandi invece ci sarà
magari in via Condotti
l’albero delle scarpe e dei cappotti.
Tutto questo farei se fossi un mago.
Però non lo sono
che posso fare?
Non ho che auguri da regalare:
di auguri ne ho tanti,
scegliete quelli che volete,
prendeteli tutti quanti.

venerdì 22 dicembre 2017

come fare un (ma anche 3) regalo(i) gourmand in due ore, due euro, due minuti (per incartare) - il valzer dei panettoni parte II


l'uomo sperimentale l'altro giorno, divorato dall'influenza, quasi in punto di trapasso -potete immaginare un uomo malato- , si è rintanato nel letto e, dopo aver espresso nonsisamai, le ultime volontà, si è vitrualmente introdotto nelle community green del web. da qui ha captato un articolo sull'industrializzazione del cibo e, nello specifico, sulla preparazione dei panettoni e pandori di una nota marca, dossier a cura della federconsumatori.
in seguito, si è virtualmente introdotto, ancora moribondo, nel bake off italia ed ha contribuito, tra uno starnuto ed un lamento, alla preparazione di un panettone artigianale, mi ha richiamata con voce flebile che nulla di buono faceva presagire, (ri) chiedendo, per pietà, di poter gustare un buon panettone, di natura certa, la sera della vigilia.
detto fatto.
la ricetta l'ho presa qui
https://lacuochinasopraffina.com/cosa-cucino/natale/panettone-fatto-in-casa-facile-veloce/17869

siccome l'unico acquisto è stato il pirottone a misura e constatato che il forno ne poteva contenere ben 3, ho pensato di proporzionare l'impasto, se non altro per non sprecare energia.

dopo aver amalgamato tutti gli ingredienti, pensavo a chi omaggiare i due gemelli.
agli amici of course!
alla seconda lievitazione, dopo aver visto rinascere l'impasto, (ricordatevi già nel forno, altrimenti crolla) ho portato avanti la gravidanza trigemellare così: delle belle pagnotte lisce in  superficie, solo da spennallare con dell'albume bagnato di limone ed un pizzico di zucchero.
siccome il grosso della preparazione sta nella lievitazione, la cottura non supererà i 30 minuti. e questo è quanto otterrete se vi cimenterete nella preparazione dei panettoni homemade.

per la collega, invece, siccome l'occhio vuole la sua parte, ho recuperato carta e bacche da una passata confezione, tagliato la metà non scritta di un vecchio biglietto e assemblato il tutto. a quasi zero waste, come piace a noi!
ovviamente il panettone non si conserva per mesi. ma può essere felicemente congelato e ripreso all'occorrenza:)
felice pomeriggio dell'antivigilia.

martedì 19 dicembre 2017

arsenico e vecchi..biglietti! ovvero come comprendere che tutto si può trasformare (o quasi!)


at christmas, a natale, converrete con me molte spese potrebbero essere evitate, anzi, sarebbero ampiamente ripagate dalla creatività.
una di queste è quella che riguarda i biglietti, ma anche i segnaposto, i chiudipacco, i materiali per le confezioni (questi ultimi, a dire il vero, devono assolutamente essere ricilati!)
sapete che siamo ormai bilingue (vivadio!) la casa è per gran parte dell'anno condivisa con ospiti stranieri, scozzesi in particolare. da loro abbiamo appreso tante cose, tante tradizioni ed usanze che i non tutti i libri scrivono. una di queste è la tradizione (sine qua non) di inviare e ricevere biglietti rigorosamente cartacei (che poi espongono sul caminetto o su quello che definiscono unit (c'ho messo un pò per capire che trattasi della credenza:)
siccome le cose ci piace farcele da noi, abbiamo pensato di crearne qualcuno, partendo da vecchi biglietti e dalla famosa carta frisé dei creakers.

la cosa è semplicissima: carta, vecchi biglietti, decorazioni riciclate e colla a caldo. e una trantina di minuti da trascorrere con una mano in pasta e l'altra afferrando una fumante tazza di the speziato.

non importa che all'interno siano scritti, tanto vanno incollati! allora spazio alla fantasia, alla ri(composizione dei biglietti, partendo da immagini prese qua e là.

alla fine, da qualcosa di apparentemente inutile, abbiamo creato qualcos'altro di molto utile e speriamo gradito a chi riceverà.

la fantasia la fa da padrona!
ed è un susseguirsi di risate sulla tavola della casa dei sogni.
alla fine tutto è pronto per essere imbustato e spedito!

buona, anzi ottima serata!

giovedì 14 dicembre 2017

il walzer dei panettoni - ovvero come sfidare l'antica arte pasticcera e farle un bel baffo ;)





Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
(Albert Einstein)

dopo aver letto qualcosa sulla preparazione di certi panettoni industriali ed aver divorato (in compagnia) un ottimo (ma costosissimo come è giusto che sia ) panettone artigianale alle castagne del Pollino, ho pensato che fosse venuto il momento di sperimentare la preparazione del panettone nella mia minicucina 😖😌😌😌

e allora mi sono messa all'opera: rispetto alla ricetta originale ho utilizzato decisamente meno burro.  le parodie e le barzellette sui pranzi calabresi non sono del tutto infondate 😉 ..e quindi ho cercato di limitare i danni, in vista delle rimpatriate con amici e parenti di varia provenienza!

quindi ora vi dico cosa mi è servito e come ho fatto.
la cosa è stata decisamente più semplice di quanto pensassi.

dunque vi servirà:
un giorno e mezzo..farina, uova, burro, poco zucchero, lievito, arance e limoni, gocce di cioccolato

e precisamente:
 per la biga:
80 gr farina
13 grammi lievito (o mezzo panetto)
40 ml di acqua
mischiare gli ingredienti, lavorarli fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico e lasciare lievitare per 3-4 ore

1 impasto
la biga lievitata
160 gr farina manitoba
90 grammi farina o
80 gr burro
80 gr zucchero
2 tuorli
180 ml acqua
mischiare gli ingredienti, lavorarli fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico e lasciare lievitare per almeno 8 ore

2 impasto
la biga lievitata
160 gr farina manitoba
20 grammi farina 0
20 gr burro
20 gr zucchero
2 cucchiai miele
2 tuorni 
la buccia grattugiata di due arance ed il succo di mezza
la buccia grattugiata di 1 limone
un baccello di vaniglia (a cui toglierete i semi)
4 cucchiai di gocce di cioccolata
mischiare gli ingredienti, lavorarli fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico e lasciare lievitare per almeno 5-6 ore già nello stampo

vi consiglio di lasciare questi impasti già in forno, perchè, toccandoli potrebbero crollare


accendere il forno a 150 gradi per 45 minuti
prima di sfornare, fate la prova stecchino

una delizia!!! provare per credere!!


venerdì 8 dicembre 2017

l'anticonsumismo dei chiudipacco - ovvero come scatenare la fantasia con un occhio all'ecologia!



L’originalità consiste nel tornare alle origini.
(Antoni Gaudí)

l'unica cosa acquistata quest'anno è stata una spola di nastro rosso a pois.

siccome trattavasi di chiudere perlappunto dei pacchetti dono, invece che accaparrarmi stelline, cuori, abeti e gingerbreads di legno, ho preferito farmeli da me i chiudipacco.
ho fatto un impasto di acqua e farina, colorata di verde e rosso con del colorante alimentare. ho steso l'impasto, sagomato a forma di alberelli, cotto in forno, dato una lucidata e tadaaaaa, pronti in un quarto d'ora i miei chiudipacco!


eccoli qu, ancora un pò infarinati, pronti per accompagnare dei piccoli pacchetti-dono: delle marmellatine dolci ed agrodolci, della frutta secca, dei tarallini fragranti e gli innominabili butter cookies

alle colleghe, invece, un sacchettino di carta riciclata decorata con una gingerbread man tagliato da una scatola da pacchi che contiene un altro gingerbread man fatto di stoffa (di riciclo) e profumato alla lavanda (naturale):) insieme a qualche bustina di thè ginger lemon, tanto per rimanere in tema:)


e voi cosa fate? siete come noi qui alle prese con l'atmosfera magica della festa?